Casa: come è cambiata la gestione del condominio dopo la nuova riforma del 18 giugno.

Questa riforma interessa la vita di 30 milioni circa di italiani e alcune migliaia di amministratori condominiali (la cui attività viene disciplinata in ogni aspetto).

Secondo Confedilizia, con la riforma si sono precisati particolari aspetti della vita condominiale, tra cui il distacco dal riscaldamento centrale, l’installazione di impianti di videosorveglianza, la ripartizione delle spese dell’ascensore, le modalità e le condizioni per la modifica delle tabelle millesimali e la previsione di specificazione analitica del compenso dell’amministratore.

Inoltre, è stata modificata la tabella delle maggioranze assembleari richieste, si è stabilita l’obbligatorietà della nomina dell’amministratore solo negli edifici con più di 8 condomini, si sono adeguati gli importi delle sanzioni per la violazione di norme condominiali e si è precisato che le delibere possono essere impugnate anche dagli astenuti.

Il regolamento di condominio (obbligo di adozione da parte dei soli condomini con più di 10 condomini) resta poi “la vera legge del condominio”, da consultare ancor prima delle norme di legge e tenendo anche ben presente che la nuova normativa ha mantenuto la distinzione tra norme regolamentari derogabili (dall’assemblea) e norme inderogabili.


La legge di riforma ha poi espressamente sancito l’applicabilità delle disposizioni sul condominio anche ai condomini orizzontali nonché ai super condomini (caratterizzati entrambi dall’esistenza di spazi comuni a più unità immobiliari, edifici o condomini).

Da ultimo, si è precisato che la proprietà comune dei beni indicati nella legge di riforma sussiste anche in caso di multiproprietà.

In sostanza, un restyling importante, e appieno rispettoso dei diritti proprietari. Per Confediliza, ”forse si sarebbe potuto fare di più, valorizzando l’autonomia dei singoli condomini e dei loro regolamenti”. I condomini, devono procurarsi i dati che gli verranno richiesti dall’amministratore per la costituzione del (nuovo) ”registro di anagrafe condominiale”: generalità dei proprietari e di eventuali usufruttuari, comodatari o inquilini; codice fiscale, residenza o domicilio degli stessi; dati catastali dell’unità immobiliare; dati – quindi, non la documentazione – sulle condizioni di sicurezza dell’unità in questione.

Gli amministratori, dal canto loro, devono costituire il registro di cui si è detto, quello di nomina e revoca degli amministratori e quello di contabilità (per l’annotamento, in ordine cronologico, dei vari movimenti di cassa) così come devono allegare il regolamento di condominio al registro dei verbali delle assemblee e aprire, ove non si fosse ancora provveduto, un conto corrente bancario o postale intestato al condominio.

PUNTO PER PUNTO, LA NUOVA LEGGE

Quanto dura in carica l’amministratore? Un anno. L’incarico si rinnova tacitamente per un altro anno (e basta), salvo rinuncia dell’amministratore o tempestivo diniego di rinnovo da parte dell’assemblea.

Un condomino può amministrare il suo condominio? Si, anche se non vi abita. L’amministratore del proprio condominio non ha obblighi di formazione.

Occorre costituire un fondo speciale per eseguire lavori di manutenzione straordinaria? Si, obbligatoriamente. Il fondo in questione deve essere di un importo pari all’ammontare dei lavori.

L’amministratore deve essere assicurato? Solo se lo richieda l’assemblea. In questo caso, l’amministratore deve presentare una polizza individuale di assicurazione che copra eventuali responsabilità.

Il condominio può vietare di tenere animali in casa? Si e no. La nuova legge ha previsto che i regolamenti ”non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

Il divieto non riguarda peraltro i regolamenti contrattuali.

Si possono portare deleghe in assemblea? Si, ma le stesse non possono più essere attribuite all’amministratore. Se i condomini sono più di 20, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e dei millesimi.

(fonte: asca.it)