Comprare casa all’asta? Sì ed al miglior prezzo è possibile.

Comprando un immobile attraverso questo canale si ottiene un risparmio del 20%. Per partecipare alla gara sono previsti anche mutui ad hoc.

In tempi di crisi, una ragione per partecipare alle aste immobiliari è senz’altro il prezzo: il risparmio che si può ottenere comprando un immobile attraverso questo canale, infatti, è in media attorno al 20% del suo valore di mercato.

E se l’asta si dovesse ripetere, per mancanza di offerte, lo sconto scende ancora del 25% rispetto a quello precedente (va ricordato a tal proposito che eventuali comportamenti collusivi miranti proprio a ottenere tale risultato sono puniti a norma degli articoli 353 e 354 del codice penale).

Insomma, se tutto fila liscio, si riesce sul serio a fare l’affare, aggiudicandosi, per esempio, un appartamento in una zona semi centrale al prezzo di uno in periferia.

Tuttavia, questa strada richiede qualche accortezza in più, soprattutto se si sceglie di fare tutto da soli. Nel caso si possono consultare delle agenzie specializzate in aste immobiliare.

Una soluzione, quest’ultima, consigliata soprattutto se si è interessati ad acquistare all’asta un immobile in un’altra città rispetto a quella in cui si vive.

Ma ecco alcuni consigli per evitare di prendere una cantonata.

Consultare le agenzie specializzate in aste immobiliari.

La via preferenziale per legge oggi è quella della vendita senza incanto, in cui le offerte sono depositate in busta chiusa. In genere, solo se quest’ultima non dà risultati si procede con la vendita all’incanto, una gara sull’offerta più alta nella quale si rilancia di persona.

Nel caso della vendita all’incanto, invece, l’aggiudicazione è solo provvisoria: nei dieci giorni successivi si possono presentare nuove offerte, che devono però superare di un quinto il prezzo raggiunto nell’incanto, mentre la cauzione dovrà essere pari al doppio di quella richiesta per la partecipazione alla prima asta.

Finanziamenti per la partecipazione alle aste

Molti istituti di credito, grazie alla volontà dell’Abi e di alcuni tribunali, hanno concluso convenzioni miranti a limitare i costi legati all’erogazione dei servizi finanziari.

Il meccanismo prevede che l’interessato cominci per tempo ad istruire la pratica di mutuo presso l’istituto di credito convenzionato con il tribunale, il quale, dopo l’approvazione della richiesta, effettuerà uno scambio di corrispondenza con il richiedente per garantire la propria disponibilità alla concessione del mutuo.

La banca, ottenuta la copia della perizia ed effettuate le necessarie valutazioni, stabilirà poi l’ammontare del finanziamento, che in genere non supera l’80% del valore dell’immobile.

Nel caso di mancata aggiudicazione, è prevista una clausola di dissolvenza in base alla quale viene annullata l’operazione finanziaria.

(fonte: Panorama)