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dal 1991 il numero di annualità, in termini di reddito familiare medio, necessarie per l’acquisto dell’abitazione di residenza è cresciuto di quasi il 60%, passando dalle 4,2 del 1991 alle 6,6 del 2012. se si considerano le sole famiglie in affitto, si passa dalle 5,2 alle 10,2 annualità. a dirlo è il bollettino statistico di bankitalia sullo stato delle famiglie italiane

effettuando un confronto con i principali paesi dell’area dell’euro, nel 2010 il numero di annualità necessarie per l’acquisto di un’abitazione di 100 metri quadrati era pari a circa il doppio di quanto rivelato in germania, superiore del 30% rispetto al valore della francia e all’incirca equivalente al dato della spagna

un dato comunque più positivo rispetto a quello diffuso da federconsumatori, secondo cui per acquistare un appartamento di circa 90 m2 in una zona semicentrale della città nel 2012 ci volevano 19,3 stipendi annuali, 19,7 nel 2013 e le previsioni per il 2014 parlano di una lieve discesa a 19,1

disagio abitativo

nel 2012 circa il 10% delle famiglie italiane sperimentava un disagio economico connesso con la spesa per l’abitazione (sotto forma di affitto pagato o rata del mutuo) superiore al 30% del reddito familiare. rispetto al 2010 la quota è salita di quasi due punti percentuali

il fenomeno è evidente soprattutto tra le famiglie in affitto, il 37% delle quali registra condizioni di disagio, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto al 2010 e di 15 punti rispetto a dieci anni prima. solo una quota limitata di famiglie proprietarie, seppure in numero crescente (1,2% nel 2001 e 2,4% nel 2012) presenta un disagio legato al pagamento del mutuo

nel 2012 l’11% delle famiglie viveva in condizioni di sovraffollamento. il problema riguarda maggiormente gli affittuari 822%), rispetto ai proprietari (8%). condizioni difficili caratterizzano specificamente le famiglie con capofamiglia straniero, che nel 34% dei casi vivono in condizioni di sovraffollamento e nel 42% per cento con una spesa legata all’affitto ( e più raramente alla rata del mutuo) che superar la soglia del 30% del reddito familiare